Curatorship Education

Dal 2018 ARTECO si occupa di studiare, catalogare e digitalizzare parte del fondo storico delle incisioni della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, con particolare riferimento agli album ordinati dal collezionista e conoscitore piemontese Giovanni Volpato negli anni Sessanta dell’Ottocento, un nucleo di eccellenza cospicuo e ancora poco esplorato del patrimonio dell’ente.

Tra il 1860 e il 1890 Torino vive un periodo storico culturalmente fertile, parallelo ad una riorganizzazione politica, nel quale quattro istituzioni del contesto cittadino, l’Accademia Albertina, la Biblioteca Nazionale Universitaria, la Galleria Sabauda (Regia Galleria) e la Biblioteca Reale, sembrano congiunte da medesimi interessi legati alla volontà di dare rilievo alle proprie raccolte di stampe: allora coacervi di stimoli non solo volti alla didattica, ma anche alla conoscenza dei grandi maestri. Uno tra i protagonisti di questa storia è il conoscitore Giovanni Volpato, che si occupa di riordinare i fondi della Biblioteca Nazionale e dell’Accademia Albertina, creando degli album definibili veri e propri atlas costituiti da stampe ritagliate, giustapposte e incollate.

Alcuni di questi album, ordinati tematicamente per scuola italiana (con riferimento agli artisti Ciro Ferri e Guido Reni), francese (Simon Vouet) e fiamminga (Martin van Heemskerck), sono stati lo spunto dai quali partire per indagare l’eterogeneità della raccolta e iniziare ad affrontare confronti e connessioni con gli altri fondi cittadini. Il lavoro di ricerca, schedatura e digitalizzazione è proseguito prendendo in esame altri quattro album di scuola italiana (con riferimento agli artisti Pietro da Cortona e Carlo Maratti) al fine di concentrarsi sull’importanza che questi modelli iconografici ebbero in Piemonte nel XVII secolo. È attualmente in corso l’ultima campagna di schedatura dedicata al fondo.

Il sistema di catalogazione scelto è quello nazionale, Sigecweb, affinchè le schede possano, in futuro, anche essere collegabili e confrontabili con schede di patrimoni simili, ma appartenenti a istituzioni diverse.