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Arteco sta affrontanto una nuova sfida! Storico museo della Val di Susa, la Pinacoteca Levis ha riaperto al pubblico, con accesso gratuito, dal 3 luglio al 30 agosto 2020, proponendosi con una nuova veste digitale, in vista di iniziative innovative volte a far scoprire il prezioso patrimonio pittorico a nuovi pubblici. Conservata nel palazzo cinquecentesco Paleologo di Chiomonte, la collezione della Pinacoteca raccoglie gli affascinanti paesaggi alpini dipinti da Giuseppe Augusto Levis nei primi anni del Novecento: un magnifico nucleo evocativo della memoria della vita dell’Alta Val Susa del secolo scorso. Oggi il Comune di Chiomonte, con la collaborazione delle associazioni ARTECO e L’Eigo y Cuento, intende dare una visibilità nuova a questo patrimonio di grande valore, inserendo la tappa chiomontina in un circuito montano di interesse culturale, paesaggistico, sportivo e enogastronomico a scala regionale e potenzialmente di interesse nazionale e internazionale.

Il temporaneo lockdown che ha coinvolto tutti noi negli ultimi mesi si dimostra un’utile occasione per riaffermare il ruolo centrale, democratico e inclusivo delle istituzioni culturali. Al contempo, l’impossibilità momentanea di poter fare grandi spostamenti, ci invita a riprendere contatto con il patrimonio storico-artistico e paesaggistico che ci circonda, riscoprendo i musei del territorio e i loro tesori, spesso nascosti.

La Pinacoteca Giuseppe Augusto Levis di Chiomonte decide di presentarsi sotto una nuova veste con l’apertura digitale dei canali social facebook @PinacotecaLevis e instagram @pinacoteca_levis_chiomonte, attivando nuove collaborazioni e mettendo in cantiere progetti per il prossimo futuro. Per tutta l’estate 2020, dal 3 luglio al 30 agosto, sarà nuovamente possibile visitare, in sicurezza, la collezione permanente del museo, accessibile in forma gratuita e parte del circuito Abbonamento Musei. Inoltre, attraverso i nuovi canali social dedicati, verranno proposte iniziative volte a promuovere l’attività del pittore chiomontino, coinvolgendo attivamente le comunità locali di riferimento, ma non solo, e attivando azioni partecipate del patrimonio.

Tra l’Alta e la Bassa Valle di Susa, si trova il centro abitato di Chiomonte dove ha sede la Pinacoteca G. A. Levis, inserita in un territorio denso di storia e predisposto all’attivazione di circuiti di attrazione turistica tra memoria, tradizione, enogastronomia e attività in montagna. Storicamente considerato territorio di transito obbligato per i pellegrini che dall’Europa occidentale percorrevano la Via Francigena, la Val di Susa è stata attraversata nei secoli da mercanti, soldati ed artisti che si spingevano verso la Terra Santa. Ed è proprio la presenza dei numerosi valichi alpini, facilmente percorribili in ogni condizione climatica, ad aver caratterizzato, nel corso dei secoli, lo sviluppo dei molti centri abitati che costellano la valle, che, nella seconda metà del Novecento, sono diventati località volte al turismo montano, sciistico ed escursionistico.

La Pinacoteca G. A. Levis ha sede nel palazzo cinquecentesco afferente alla famiglia Paleologo di Chiomonte, entrato in possesso del pittore Giuseppe Augusto Levis nel 1911. In essa si conservano un cospicuo gruppo di opere pittoriche a testimonianza di buona parte del percorso dell’artista lungo i primi trent’anni del Novecento (1900 – 1926). Tra l’ampia selezione di opere, si segnala un nucleo dedicato alla pittura di paesaggio montano, che mette la Pinacoteca in relazione con diverse collezioni presenti in altre istituzioni museali piemontesi. L’operato dell’artista, principalmente quello relativo alla prima fase della sua produzione, è da collegarsi con le opere di Lorenzo Delleani e i suoi insegnamenti, impartiti al pittore chiomontino presumibilmente a partire dalla fine del XIX secolo. I paesaggi alpini di Giuseppe Augusto Levis, assieme a quelli di pochi altri autori piemontesi ottocenteschi, consentono di approfondire la memoria della vita dell’Alta Val Susa, messa a confronto con le altre valli piemontesi, creando un forte collegamento con la storia delle comunità circostanti.

Il museo nasce a seguito del lascito testamentario del pittore Giuseppe Augusto Levis al Comune di Chiomonte di un’ampia selezione delle sue opere destinandola a scopi educativi e sociali. Dal 1974 quattro sale dello storico Palazzo di famiglia Levis, sono adibite a sede espositiva e, con aperture variabili, gli spazi della Pinacoteca vengono riqualificati intorno all’inizio degli anni Novanta e aperti al pubblico regolarmente dal 2008 sotto la direzione di Paolo Nesta. Dal 2020 la curatela della Pinacoteca è affidata a Ersilia Rossini e Beatrice Zanelli di ARTECO, associazione che dal 2010 opera nel campo della formazione, della ricerca e della valorizzazione artistica, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni. Il suo obiettivo è la valorizzazione del patrimonio storico-artistico inteso come un insieme organico di opere, espressione del territorio che le ha prodotte e, in quanto tale, elemento portante dell’identità sociale stessa.

Between the Upper and Lower Susa Valley lies the town of Chiomonte where the Pinacoteca (‘picture gallery’) G. A. Levis is to be found, part of a territory steeped in history and geared towards the activation of tourist attraction circuits, featuring recent history, tradition, fine food and wine as well as mountain activities. Historically considered an obligatory passageway for pilgrims who from Western Europe came along the Via Francigena, over the centuries the Val di Susa has been crossed by merchants, soldiers and artists on their way towards the Holy Land. And it is the very presence of the numerous Alpine passes, easy to cross in all weather conditions, which over time has characterised the development of many of the towns and villages to be found along the valley, and which in the second half of the twentieth century also became resorts for mountain tourism, skiing and hiking.

The Pinacoteca G. A. Levis is based in the sixteenth-century palazzo attributed to the Paleologo family of Chiomonte, and which was then purchased by the painter Giuseppe Augusto Levis in 1911. It houses a major group of painterly works, testifying to much of the artist’s development over the first thirty years of the twentieth century (1900–1926). Among the wide-ranging selection of works, special attention is due to the set focusing on mountain landscape painting, which places the Pinacoteca in relation with various collections to be found in other museum institutions throughout Piedmont. The artist’s work, mainly that concerning the early phase of his production, may be connected to the works of Lorenzo Delleani and his teachings, which the Chiomonte painter presumably received around the end of the nineteenth century. The Alpine landscapes of Giuseppe Augusto Levis, along with those of a few other nineteenth-century Piedmontese artists, allow us to investigate the memory of life in the Upper Susa Valley, placed in comparison with the other Piedmontese valleys, creating a strong link between the various histories of the surrounding communities.

The museum was founded in the wake of the legacy left in the will of the painter Giuseppe Augusto Levis to the Municipality of Chiomonte of a wide-ranging selection of his works, to be devolved for educational and social purposes. Since 1974, four rooms of the historical palazzo belonging to the Levis family have been used as a display venue, and while reopening at different times, the spaces of the Pinacoteca were requalified around the beginning of the 1990s and have been accessible to the public on a regular basis since 2008 under the guidance of Paolo Nesta. Since 2020, curation of the Pinacoteca has been entrusted to Ersilia Rossini and Beatrice Zanelli from ARTECO, an association which, since 2010 has worked in the field of artistic training, research and valorisation, addressing the new generations first and foremost. Its goal is the valorisation of historical-artistic heritage, viewed as an organic whole of works, expressions of the territory in which they came to light and, as such, a mainstay of social identity itself.