Nuove voci dal Museo in libera uscita (3° ed.) è un progetto dedicato al patrimonio custodito presso il Museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema Museale dell’Università di Torino (MAET) che apre uno spazio di confronto sulle diverse modalità con cui il patrimonio è prodotto, raccolto e interpretato. Attraverso incontri e workshop aperti alla cittadinanza, il progetto porta le collezioni del Museo fuori dalle sale, chiuse al pubblico da quasi quarant’anni, offrendo nuove possibilità di lettura e prospettive capaci di attraversare la complessità del contemporaneo. Giunto alla sua terza edizione, Nuove voci dal Museo in libera uscita prosegue un percorso avviato con una mostra diffusa di grandi manifesti sulle facciate delle biblioteche civiche della Circoscrizione 8, ciascuno dedicato a uno dei tre artefatti delle collezioni del MAET selezionati da un gruppo di cittadinə attraverso un processo partecipato.
In continuità con il programma della seconda edizione, che ha visto la partecipazione di antropologə, artistə, ricercatricə e traduttricə, il nuovo ciclo di incontri porta avanti la riflessione sul Museo e sulle varie raccolte che custodisce, mettendo in relazione discipline, tradizioni e geografie differenti, interrogando le modalità con cui i saperi prendono forma, vengono trasmessi e continuano a essere rinegoziati nel presente.
Il programma prende avvio venerdì 23 ottobre 2026 alle 16.00 a Palazzo degli Istituti Anatomici con il workshop Egitto antico/Egitto moderno: fotografia, potere e rappresentazione, a cura di Nadia Pugliese, storica della fotografia, Erika Grasso, antropologa culturale, e Gianluigi Mangiapane, antropologo fisico, della Sezione Sistema Museale dell’Ateneo torinese. Accompagnatə dallə referenti del Museo, lə partecipanti hanno l’opportunità di conoscere il patrimonio fotografico del MAET, con particolare attenzione alla documentazione relativa alle esperienze deglə studiosə in Egitto al seguito della Missione Archeologica Italiana nella prima metà del Novecento. La seconda parte dell’incontro è dedicata a un’attività laboratoriale, orientata a una rilettura critica del fondo fotografico attraverso l’analisi e l’interpretazione delle immagini e del loro contesto storico e documentario.
Accanto agli incontri aperti alla cittadinanza, tra ottobre e novembre il MAET propone alle classi del Liceo Statale Regina Margherita di Torino il workshop Andare lontano/guardare vicino: antropologə in viaggio, un laboratorio interattivo in cui lə studentə diventano antropologə per 90 minuti. A partire da oggetti provenienti da tutto il mondo e conservati dal MAET, lə partecipanti sperimentano il “giro lungo” dell’antropologia: osservare senza dare nulla per scontato, sospendere i giudizi immediati, cercare il senso delle cose nei loro contesti culturali. Lungo il percorso si confrontano con temi come il genere, la decolonizzazione, lo sfruttamento delle risorse e le identità.
Giovedì 19 novembre alle 18.00 il programma prosegue al Viet Caffè con la listening session e talk Ascoltare l’archivio, interrogare il campo: pratiche archivistiche attorno alle registrazioni qom del Gran Chaco e agli strumenti musicali custoditi dal Consolato del Vietnam, un dialogo tra Valentín Mansilla, etnomusicologo, e Fulvio Albano, musicista e compositore, attaché consolare per arte e musica e presidente di Asia Economic Cultural Council e Erika Grasso del MAET.
Come si conserva un patrimonio fatto di suoni? E che cosa accade quando i materiali tornano alle comunità? Attraverso l’ascolto di registrazioni realizzate da etnomusicologə argentinə tra gli anni 1930 e gli anni 1990 presso comunità qom nel Gran Chaco, oggi conservate all’Istituto Nazionale di Musicologia “Carlos Vega” di Buenos Aires, Valentín Mansilla guarda anche alle osservazioni emerse dalle comunità durante un processo di “attivazione” dei materiali d’archivio realizzato tra il 2023 e il 2025 insieme all’etnomusicologa Maria del Rosario Haddad. Le collezioni di strumenti musicali del Consolato del Vietnam di Torino diventano invece l’occasione per riflettere sulla memoria della musica custodita negli oggetti che le danno voce. A seguire, rinfresco d’ispirazione vietnamita a cura di La Boulandrola.
Sabato 28 novembre, dalle 9.30 alle 13, Lombroso16 ospita il workshop di lettura collettiva Oggetti umani e fanta tecnologie, a cura di Caterina Giansiracusa e Sara Cattin, fondatrici della piattaforma Isterika Istorika. Un laboratorio di lettura e confronto sulla fantascienza contemporanea che mette al centro autorə e personaggə di mondi ai margini, portatorə di complessità identitarie, estetiche ibride e mutevoli, corpi “impropri”. Partendo dalla necessità di mettere in crisi l’eterno binarismo che divide la Natura dall’Umano, il gruppo si affida a racconti e stralci di romanzi che esplorano il corpo come luogo, mezzo, simbolo o involucro. La progettazione si sviluppa a partire da reperti del MAET, con la volontà di problematizzare il nostro rapporto predatorio con cosmologie non bianche.
A completare il calendario, giovedì 3 dicembre alle 18.00 al Villino Caprifoglio, il talk Dalla pietra al cielo. Segni preistorici per ricerche e studi nel contemporaneo, un dialogo tra Gianluigi Mangiapane, antropologo fisico della Sezione Sistema Museale dell’Università di Torino, Giacomo Giacobini, Professore emerito dell’Università di Torino, anatomista, paleoantropologo e museologo, e Guerrilla Spam, progetto di arte pubblica attivo dal 2010. L’incontro prende le mosse dal patrimonio di calchi di sepolture e incisioni rupestri conservato presso il Sistema Museale dell’Università di Torino e segue il percorso del collettivo, che ha sviluppato una pratica fondata sul viaggio, sull’osservazione e sulla raccolta di segni attraverso il frottage, la tecnica che trasferisce i rilievi preistorici dalla pietra alla carta.
Arrivato alla sua terza edizione, Nuove Voci dal Museo in Libera Uscita è un progetto di ARTECO (Beatrice Zanelli e Camilla Zennaro) e MAET – Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino (Erika Grasso e Gianluigi Mangiapane).
Il programma è realizzato in collaborazione con la XII edizione di Archivi Aperti della Rete Fotografia, il Consolato del Viet Nam, il Centro di Studi Vietnamiti, il Polo Culturale Lombroso16 e 1 Caffè Onlus e grazie al contributo della Circoscrizione 8.
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