Curatorship Education

Le vie dell’acqua Colombano Romean e la montagna

attraversata
A project by Pinacoteca G.A. Levis Comune di Chiomonte
Curated by ARTECO (Beatrice Zanelli e Cecilia Mainardi) in collaboration with Paolo Aiello (Imprendoc)
Pinacoteca G.A. LevisChiomonte
28 June 28 February 2027

Esistono opere che sfidano il tempo non per la loro monumentalità, ma per la misura umana che custodiscono. Il Gran Pertus (anche detto Trou de Touilles) di Colombano Romean appartiene a questa categoria rara: un’infrastruttura invisibile, nascosta nel cuore della montagna, che continua a funzionare quasi cinque secoli dopo la sua realizzazione.

La mostra “Le vie dell’acqua. Colombano Romean e la montagna attraversata” prende avvio dalla figura di Colombano Romean, scalpellino e minatore originario delle Ramats di Chiomonte che, tra il 1526 e il 1533, realizzò un traforo idraulico di oltre quattrocento metri attraverso la roccia dei Quattro Denti con lo scopo di portare l’acqua del rio Touilles ad irrigare i terreni dei paesi di Cels e Ramats. Un’impresa tecnica straordinaria, ma soprattutto un gesto che ridefinisce il rapporto tra uomo e paesaggio. Romean, non conquista la montagna: la ascolta, la interpreta, ne comprende le pendenze, la consistenza geologica, il movimento dell’acqua. Il suo lavoro non produce un monumento celebrativo, ma una trasformazione silenziosa e permanente del territorio a beneficio della comunità.

L’esposizione si propone di ripercorrere la vicenda di Colombano Romean attraverso un’indagine archivistica e bibliografica che intreccia documenti storici, testimonianze, studi e tradizioni locali. Più che costruire una lettura mitica o celebrativa della sua figura, la mostra intende ricostruire il contesto sociale, economico e territoriale in cui egli operò, restituendo complessità a una storia che si colloca tra memoria collettiva, ingegneria alpina e cultura materiale. Attraverso fonti eterogenee e materiali di ricerca, il percorso espositivo segue le tracce lasciate da Romean e dal Pertus, mettendo in luce il processo attraverso cui una vicenda locale è stata tramandata, interpretata e progressivamente inserita nella storia del territorio.

In un’epoca segnata dalla crisi climatica, dalla gestione delle risorse idriche e dalla necessità di ripensare il rapporto con gli ecosistemi alpini, il Pertus emerge come un’opera che mette in dialogo conoscenza tecnica, lavoro manuale e volontà collettiva. Il tunnel diventa una metafora dello spazio espositivo stesso: un attraversamento progressivo in cui il visitatore è invitato a confrontarsi con il tempo lungo della montagna, con la fatica del lavoro e con la dimensione quasi meditativa dello scavo.

Al centro del percorso emerge l’artigiano. Non il genio isolato celebrato dalla retorica eroica, ma un lavoratore che misura il mondo attraverso il gesto ripetuto dello scalpello. I segni ancora visibili sulle pareti del Pertus testimoniano una relazione diretta tra mano e materia, tra conoscenza empirica e trasformazione del territorio. La mostra propone inoltre una riflessione sul concetto di infrastruttura. Generalmente invisibili, le infrastrutture determinano la vita delle comunità più dei monumenti. Il Gran Pertus è un’opera concepita per distribuire una risorsa comune: l’acqua. La sua esistenza ricorda come il paesaggio alpino sia il risultato di una continua negoziazione tra processi naturali e intervento umano. “Le vie dell’acqua. Colombano Romean e la montagna attraversata” non racconta soltanto una vicenda del XVI secolo. Interroga il presente attraverso una storia locale che assume una dimensione universale. Nella figura di Colombano Romean si condensano questioni ancora attuali: la gestione delle risorse, il valore del sapere tecnico, la relazione tra comunità e ambiente, la capacità dell’essere umano di abitare il territorio senza annullarne la complessità.

Il Pertus continua ancora oggi a far passare l’acqua. La mostra ne segue il percorso nella storia, ricostruendo attraverso le fonti la vicenda di Colombano Romean e il legame profondo tra una comunità, la sua montagna e le risorse primarie.