Nuove voci dal Museo in libera uscita
Un public program dedicato a liberare le voci del museo
Da dicembre 2025 a febbraio 2026
Da un anno, le facciate delle Biblioteche civiche Alberto Geisser, Natalia Ginzburg e Dietrich Bonhoeffer ospitano tre grandi manifesti che riportano nello spazio pubblico una selezione di opere dalle collezioni etnografiche del Museo di Antropologia ed Etnografia del Sistema Museale dell’Università di Torino (MAET). L’intervento, parte del progetto Museo in Libera Uscita, è nato nel 2024 da un processo partecipato che ha coinvolto cittadine e cittadini della Circoscrizione 8 insieme alla fotografa Francesca Cirilli e a Studio Grand Hotel, con l’intento di dare nuova visibilità a un patrimonio custodito da anni nelle sale chiuse del Museo. Questi manifesti, che nel tempo sono diventati punti di riferimento per il quartiere, continuano a raccontare storie, culture e significati attivati dallo sguardo di chi li osserva quotidianamente.
Per ampliare questo dialogo con la città, da dicembre 2025 a febbraio 2026 prende forma Nuove voci dal Museo in libera uscita un articolato public program di incontri, workshop e attività educative.
L’avvio del public program è previsto per lunedì 1° dicembre 2025 alle ore 17.30, presso la Biblioteca civica Alberto Geisser (Corso Casale 5, Torino), con un dialogo tra Anna Bottesi, ricercatrice in antropologia e studi museali che si occupa di patrimonio indigeno amerindio, e Sofia Venturoli, antropologa culturale e docente presso l’Università di Torino con lunga esperienza di ricerca tra popolazioni indigene dell’America Latina. L’incontro è dedicato alle collezioni amazzoniche conservate nei musei piemontesi e alle narrazioni che gli oggetti etnografici restituiscono sulle comunità che li hanno prodotti.
Il 15 dicembre 2025 alle ore 17.30, nuovamente alla Biblioteca civica Alberto Geisser, si terrà il confronto tra Antonia Soriente, professoressa ordinaria di Lingua e Letteratura Indonesiana all’Università di Napoli “L’Orientale” e traduttrice, e Ilaria Peretti, editor e curatrice della collana “Asia” per add editore e membro del collettivo curatoriale SONRO. A partire dalla pubblicazione Gli Schiavi di Satana, una raccolta di racconti firmata dagli autori indonesiani Eka Kurniawan, Intan Paramaditha e Ugoran Prasad, l’incontro esplorerà il rapporto tra folklore, terrore ed empowerment femminile nella letteratura horror indonesiana contemporanea, analizzando immaginari in cui il quotidiano si intreccia con forze oscure e tensioni sociali.
Il 10 gennaio 2026 dalle 9.30 alle 13, la Biblioteca civica Alberto Geisser ospiterà il workshop di lettura collettiva “Oggetti umani e fantatecnologie”, dedicato alla fantascienza nigeriana contemporanea e curato da Caterina Giansiracusa e Sara Cattin, artiste multidisciplinari torinesi e fondatrici di Isterika Istorika. Partendo dalla suggestione della maschera Egungun della cultura Yoruba (Nigeria, XIX secolo) esposta su uno dei manifesti, il laboratorio esplorerà come la narrativa fantascientifica africana affronta temi come identità, memoria e il rapporto tra umano e tecnologico, aprendo a immaginari futuri, attraversamenti culturali e nuove forme di immaginazione collettiva. La partecipazione al workshop è gratuita ma con prenotazione obbligatoria.
A completare il calendario, nel mese di gennaio, il 22 gennaio 2026 dalle 18 alle 19, il ciclo prosegue presso il Mar Rosso Afro Restaurant & Cafè (Via Silvio Pellico 13/E, Torino) con una conversazione con aperitivo dedicata al rapporto tra il Museo – ancora chiuso – e la città come archivio vivo. A prendere parte all’incontro saranno Elsabiet Zerai Medhanie, storyteller urbana di origine asmara che dal 2019 racconta Torino attraverso esplorazioni e micro-narrazioni, Erika Grasso, antropologa culturale, e Gianluigi Mangiapane, antropologo fisico, che lavorano presso la Sezione Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Torino. L’incontro indagherà memorie, dettagli e sguardi capaci di riattivare il patrimonio silenzioso conservato nelle stanze del MAET, mettendolo in relazione con la città che lo circonda.
Accanto agli incontri pubblici, il progetto dedica grande attenzione alle scuole. Il laboratorio “Il giro del mondo in 90 minuti”, rivolto alle primarie e ospitato al Palazzo degli Istituti Anatomici (Via Pietro Giuria 15, Torino) tra dicembre, gennaio e febbraio, guida bambini e bambine alla scoperta della diversità culturale attraverso alcuni oggetti del MAET, trasformando l’esperienza in un viaggio simbolico tra i continenti e stimolando curiosità e dialogo interculturale.
Per le scuole secondarie di secondo grado, nell’ambito dell’AnthroDay – World Anthropology Day, il laboratorio “Andare lontano / Guardare vicino: antropologi in viaggio” si svolgerà il 20 febbraio 2026 sempre al Palazzo degli Istituti Anatomici. L’attività invita studentesse e studenti a sperimentare lo sguardo antropologico confrontandosi con temi quali identità, genere, decolonizzazione e relazioni tra culture, osservando da vicino oggetti provenienti da tutto il mondo e riflettendo su come il nostro punto di vista sia sempre culturalmente situato.
Con Nuove Voci dal Museo in libera uscita, ARTECO e MAET rinnovano l’invito a ripensare il rapporto tra patrimonio e comunità. Dopo un anno di presenza silenziosa ma costante sui muri della città, gli oggetti del Museo continuano a parlare, proponendosi come strumenti per osservare Torino – e il mondo – con occhi nuovi.
Per informazioni:
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