Curatorship Education

Vincitrice della STARTS Open Call “City of the future”, iniziativa di Nesta Italia, la ricercatrice e artista Giulia Taurino sarà accompagnata, nel suo percorso di residenza a Torino, da Arteco, che seguirà gli aspetti curatoriali del progetto attivando collaborazioni con realtà museali cittadine, e da Fondazione ISI nel ruolo di partner tecnologico.

STARTS acronimo di  Science + Technology + Arts – è un’iniziativa della Commissione Europea nata nel 2015 per promuovere le collaborazioni tra artisti, scienziati, ingegneri e ricercatori nello sviluppo di tecnologie più creative, inclusive e sostenibili. Starts Towards Sustainability (S2S) ha, in questo senso, l’obiettivo di realizzare progetti all’intersezione tra scienza, tecnologia e arte che possano avere un forte impatto nello sviluppo urbano e regionale. Nesta Italia, parte del consorzio promotore di S2S, ha lanciato una serie di iniziative sul territorio Piemontese per avviare collaborazioni tra imprese, centri culturali, artisti e centri di ricerca. La prima tra queste è la Open Call “City of the future”, nell’ambito della quale Giulia Taurino è risultata vincitrice rispondendo alla challenge “Come può l’arte riappropriarsi dell’algoritmo che cerca di predire il suo successo?” con un progetto di residenza che si presenta in continuità con la ricerca precedentemente svolta nell’ambito di istituzioni universitarie internazionali. Nello specifico, Giulia intende proseguire un progetto artistico originariamente sviluppato nel 2020 al metaLAB (at) Harvard nell’ambito della serie di mostre “Curatorial A(i)gents”. Presenta in questo contesto “This Recommendation System is Broken”, un progetto di computational art indirizzato all’identificazione, analisi e risemantizzazione di errori e lacune nei sistemi di raccomandazione guidati dalle intelligenze artificiali, con l’obiettivo di generare fratture epistemologiche nello studio dei sistemi computazionali e promuovere un approccio etico alle pratiche algoritmiche.
La pratica artistica di Giulia Taurino si basa su tecniche di coding creativo e visualizzazione dei dati, in un dialogo fra ricerca e produzione artistica nel campo dei media: ricercatrice di formazione, Giulia dichiara “I do art-based research and research-based art”. I suoi più recenti progetti indagano l’epistemologia dei database digitali e il ruolo delle piattaforme online nel delineare dinamiche culturali su scale diverse. 

Nel corso della residenza Giulia Taurino intende sondare possibili ruoli alternativi di IA e strumenti digitali in un processo di riformulazione dei percorsi di visita nei musei e, in senso più ampio, del sapere nelle istituzioni artistiche e delle industrie creative. Le modalità  si discostano da quelle tipicamente predittive, legate al concetto di popolarità o al successo economico alla base degli algoritmi più diffusi. L’interesse di Giulia ruota attorno alle modalità di selezione che portano alcune opere ad essere inserite nei percorsi espositivi dei musei, e molte altre a rimanere nell’ombra, conservate in archivi inaccessibili in quanto considerate non rispondenti a criteri di interesse propri della cultura dominante nel presente e nel passato delle diverse istituzioni culturali. Il coding creativo diventa dunque un mezzo per problematizzare il dualismo fra opere centrali e periferiche nelle collezioni museali. Introducendo tecniche di randomizzazione nella selezione delle opere, il progetto intende fondere un criterio critico alla creazione di algoritmi con la computational art, affrontando le collezioni con un approccio a cavallo fra ricerca e creazione, che punta a mostrare l’arte abitualmente non visibile. La pratica artistica basata sulla ricerca è quindi intesa come una metodologia strutturata sul porre domande, suggerire risposte ed esplorare attraverso i media. 

Gli interessi di Giulia Taurino si combinano perfettamente con la ricerca condotta da Arteco nell’ambito degli archivi, intesi come territori da esplorare attraverso lo sguardo di giovani artisti invitati in più occasioni a far emergere, attraverso l’attivazione di nuove narrazioni, opere rimaste in ombra. Nel corso della residenza Giulia intende, dunque, sviluppare uno o più sistemi di randomizzazione strutturati in base alle caratteristiche delle collezioni che si prenderanno in esame, siano esse appartenenti a istituzioni museali o ad archivi. 

Arteco, come partner culturale, parallelamente alla Fondazione ISI nel ruolo di partner tecnologico, accompagnerà Giulia nello sviluppo curatoriale del progetto, che punta a prendere forma in una mostra interattiva in cui il visitatore sarà guidato in un viaggio visivo alla scoperta delle opere individuate dal randomizzatore creato nel corso della residenza, mostrando possibili output di una curatela computazionale